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TRIENNALE : STANZE, ALTRE FILOSOFIE DELL'ABITARE

April 22, 2016

Quello che oggi prende  il nome di DESIGN ITALIANO, è il risultato del lavoro dei grandi architetti del Novecento, che con i loro progetti hanno reso esemplare  l’ARCHITETTURA degli  INTERNI.

Gli elementi di arredo venivano ideati e progettati a seguito di richieste ben precise da parte di una committenza di nicchia, che voleva rendere la propria  ABITAZIONE unica e speciale, attraverso l’inserimento di opere emblematiche che a tutt’oggi rimangono elementi indelebili dell’arredamento italiano.

Il design è figlio dell’architettura, quella sfera privilegiata di studio e di riflessione sugli aspetti legati alla vita quotidiana delle persone.

DESIGN BEFORE DESIGN

Tutti noi abitiamo dentro le CASA,  SPAZI in cui si svolge buona parte della nostra vita.

Lì stiamo insieme alla famiglia, ci riposiamo e ci rigeneriamo, accogliamo gli amici, e spesso lavoriamo.

L’architettura degli interni ha questo compito speciale: definire gli spazi e gli ambienti che ospiteranno le nostre vite, progettando il primo mondo intorno a noi.

Ecco la mostra allestita in Triennale, in occasione della XXI Esposizione Internazionale con la collaborazione del Salone del Mobile, STANZE_ALTRE FILOSOFIE DELL’ABITARE.

Sono stati presi alcuni dei più grandi architetti del passato, ed è stato selezionato un progetto mostrato in un primo grande ambiente, una grande “volta celeste” dove le fotografie e i disegni parlo di ciò che è stato.

Una mostra sull'architettura degli interni, dove 11 autori differenti per generazione, linguaggio e approccio progettuale, sono stati invitati a immaginare una “stanza” come spazio primario per l’abitare, di oggi e di domani.

 

Risonanze_Andrea Anastasio

Una riflessione sullo spazio dell'abitare come luogo relazionale dell'essere umano.    

Sono stati inseriti gli elementi di arredo essenziali allo svolgimento della vita quotidiana: tavolo-letto-contenitore, disposti nello spazio della stanza in modo tale da poter tracciare due assi, quasi a suggerire l'intersezione di due stanze e sono stati fatti attraversare da una tenda semi-trasparente che li taglia a metà. La scissione dei mobili, pur alterandoli in modo sostanziale, non preclude la funzionalità.    

                        

Partner: Riva 1920, Artemide, Campeggi, Barovier & Toso, Giuseppina Ciaccio, Edizioni Corraini, Danese, Galleria Luisa Delle Piane, MIPA, Francesco Lomanaco e Massimo Rioda 

 

 

Circolare, circolare_Manolo De Giorgi

Stanza è stare, ma siamo sicuri di tutto questo stare? Siamo sempre convinti che questo stare rappresenti prima di ogni altra dimensione, l’abitare? O non è forse più realistica una nuova possibile miscela che mescoli assieme. Stare + utilizzare servizi + muoversi, il tutto in proporzioni pressoché identiche?

È un abitare guidato dagli spazi di movimento. Una somma di corridoi che produco uno spazio fluido-continuo. Non è la stanza a “contenere” le funzioni, ma gli spazi di distribuzione a “servire” le funzioni.

Partner: Poliform, Cristina, Electrolux, Scarabeo, Steel Color 

 

 

Ursus_Duilio Forte

Opera nata per dare la possibilità di provare un’esperienza abitativa minima all’interno di una forma zoomorfa. La struttura, che ricorda un orso, ha un dimensione monumentale che rende possibile vivere l’opera in tutte le sue parti. La testa-ingresso è costituita da una sauna. La purificazione della mente e del corpo introducono all’ambiente principale, il corpo. La prima parte dell’interno del corpo è suddivisa su due livelli, in basso due piccoli bagni e sopra un letto. Lo spazio centrale è lo spazio della convivialità. L’interno è abitato da molti oggetti, sculture, libri e immagini legati al mondo scandinavo, alla mitologia e ai viaggi.

Partner: Rimadesio, Atelier Forte, Azzurra, Effegibi, Electrolux, Fabscarte, Bolesławiec Manufakture, MGS, Temporary Bookstore, Tideo

 

 

L’assenza della presenza - Marta Laudani e Marco Romanelli

La gestione degli spazi interni nella nostra era è divisa tra il mostrare e il celare, ovvero tra presenza e assenza. La casa infatti non è solo una machine à habiter che prevede una perfetta distribuzione. Ecco qua il progetto di un “nuovo modello abitativo”, attraverso l’analisi delle “assenze”. Non si tratta più infatti di modificare le “presenze” ma di costruire una stanza da vivere come “assenza”. In essa, la “presenza” tornerà, trasformata in un’esperienza da attivare in “solitaria” dentro zone ben circoscritte. 

Un progetto che non solo valorizza il concetto di vuoto, ma che prende spunto dalle differenti strutture di “famiglia contemporanea”.

Partner: Antolini, 0.0 Flat Floor, Flos, Galleria Roberta Lietti, JAB Anstoetz, Oluce, 3D Surface of Art

 

 

La vie en rose_Claudio Lazzarini e Carl Pickering

Lastre di vetro dal rosa al rosso Bordeaux definiscono le pareti di una cellula abitativa minima che indaga le potenzialità tecniche, estetiche ed etiche delle nuove tecnologie del fotovoltaico. Superfici serigrafate con uno speciale inchiostro fotovoltaico rosso scuro ottenuto dalla spremitura dei mirtilli, organico e ibrido producono energia se esposte a sorgenti di luce diretta, indiretta e artificiale. Trentatré metri quadri di interno e dodici di loggia-serra accolgono tutte le funzioni abitative di una coppia che dal contemporaneo guarda al futuro portando con sé elementi di memoria. Gli arredi si fondono con gli infissi, gli infissi  diventano arredi, tutto si trasforma.

Partner: Secco, Acierno, Altai, Artopia, Barovier & Toso, Bitossi Ceramiche, Extendo, Flos, Gallery Apart, Intentions, Kvadrat, Marta Sala Éditions, Molteni, Zanotta 

 

 

D1 - Francesco Librizzi
D1 è una stanza che racconta la scoperta dello spazio domestico. In uno spazio ellittico formato da recinti concentrici di esili colonne di metallo colorato, lo spettatore vede delinearsi gradualmente la soglia tra interno ed esterno e comprende il ruolo dell’architettura nella mediazione tra paesaggio, spazio domestico e oggetti.              

Partner: De Castelli, Emmemobili, Zanotta, Lo Bianco marmi e graniti, Sara Galli

 

 

Le mie prigioni_Alessandro Mendini
Stanza introversa, un perimetro bloccato, uno spazio mentale invalicabile. Piccolo e anche enorme, comunque tutto chiuso. Ambiente abitato da grafie, infiniti segni, stilemi e colori che abitano questo cubo.   

Partner: Abet Laminati 

 

 

INTRO_Fabio Novembre
Il progetto è una stanza per il sogno realizzata in pelle con finiture di alta selleria all’interno di un guscio sferico rivestito esternamente di specchi come per una enorme sala da ballo. La forma sferica e il suo potere specchiante sono elementi di richiamo, dove due vestali dorate accolgono  visitatore che verrà inghiottito dal colore e dal calore della pelle, ritrovandosi dentro se stesso, osservandosi dall’interno.   

Partner: Natuzzi

 

 

Lift-Bit_Carlo Ratti Associati (CRA)
Sistema d’arredo connesso in rete che prevede una seduta imbottita, modulare e riconfigurabile, che sfrutta le tecnologie Internet-of-Things (IoT) per definire una nuova esperienza abitativa. Il prototipo di Lift-Bit nasce dalla combinazione di una serie di singoli sgabelli esagonali, ciascuno dei quali contiene al proprio interno un attuatore lineare che consente alle sedute di alzarsi o abbassarsi. Controllato in remoto tramite app, ogni sgabello può raddoppiare o dimezzare la propria altezza, andando così a riconfigurare lo spazio in un numero potenzialmente infinito di combinazioni. Si trasforma in base alle necessità dell'utente, diventando di volta in volta una poltrona, un letto, un salotto ordinato, un piccolo auditorium, un paesaggio domestico.                                        

Partner: Vitra, Opendot (engineering and interaction design)

 

 

La petite chambre_Umberto Riva
L’idea di ripensare il Cabanon, rifugio costruito da Le Corbusier in Costa Azzurra nel 1952, diventa il pretesto per riflettere sullo spazio essenziale per l’uomo. Questa volta lontani dal mare, dove Riva depone la sicurezza della logica preferendo un’interrogazione empirica degli elementi “primordiali” dell’ambiente domestico. La stanza misura circa 16 mq ed è rettangolare, ma tale regolarità viene smentita aprendo due “branchie” per uno scambio con l’esterno. Gli arredi sono in betulla rivestiti in cedro e sono stati disegnati su misura. 

Partner: Mattiazzi, Leap, Dormiflex

 

 

In prospettiva_Elisabetta Terragni

Stanza progettata come un microcosmo dell'abitare e del pensare in cui tutto si filtra e si distilla lentamente. Una stanza che non verrà mai abitata, ma che mostra la sua intimità in una forma di assenza, di vuoto. Un parallelepipedo piuttosto chiuso, dove all'interno gli spazi si nascondono e si deformano lievemente in due prospettive: una lungo l'asse visivo dell'ingresso, quasi inevitabile, l'altra più privata, da scoprire secondo l'asse trasversale. Tutto ciò crea una diversa percezione dello spazio, quasi impercettibile e a volte più marcata, quel che basta per farci pensare. Un'immagine eterea si frammenta sulle pareti e ritorna intera da un solo punto di vista, che il visitatore deve cercare spostandosi. Dall'esterno, sbirciando dalle finestre, si colgono frammenti di luce e di spazio che saranno ricostruiti soltanto entrando.     

Partner: MDF Italia, Artemide

 

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